TIN: "Istruzioni per l'uso" da Reggio Calabria


Se la vita è fatta di esperienze, vivere la prematurità mi mancava. Non l'ho vissuta direttamente, solo attraverso gli sguardi ed i racconti dei miei cognati o clienti. Solitamente questo tema si affronta solo se "accade", e nello scenario del parto si cerca di tacere questa eventualità, per attivare positività allontanando possibili tensioni ed ansie da ogni percorso di accompagnamento alla nascita. 

E così, ad attraversare poi appieno l'eventualità si rischia di trovarsi in un turbinio di procedure, emozioni, comportamenti di cui non hai consapevolezza piena, perchè quel colloquio breve con il neonatologo può non essere sufficiente, perchè non conoscere il personale può portare paura e sfiducia, perchè quel distacco, seppur necessario, il tuo corpo non è programmato per gestirlo.

Sempre attenta alla tematica dell'allattamento e della prematurità, ho mostrato il mio impegno concretamente con tanto amore e solidarietà nei confronti del personale sanitario coinvolto, dei genitori e soprattutto dei piccoli bambini che ne sono veri protagonisti. Partecipo annualmente alla Giornata della Prematurità, il 17 Novembre, ponendo attenzione tramite social su questi difficili cammini intrapresi loro malgrado.

Ammetto però di essermi trovata spiazzata in questa situazione! Avevo un aspettativa di ciò sarebbe accaduto, dalla nascita in poi, positiva e colma di fiducia. Ma ho dovuto sedermi, fermarmi. Ho intervistato famiglie che sapevano avessero vissuto la medesima esperienza al GOM (Grande Ospedale Metropolitano) di Reggio Calabria, chiesto loro feedback sul trattamento riservato, sulle informazioni messe a disposizione, sui momenti di confronto con altri genitori, sulla "vita" in TIN (modalità, tempi, regolamenti, ecc...)

Parlando con queste famiglie, ho capito quanto sia importante non solo il supporto emotivo, ma anche avere informazioni chiare e accessibili. Spesso, l’ingresso in TIN può sembrare complicato e carico di incertezze. Per questo, voglio condividere una piccola guida pratica per chi si trova a dover affrontare questo percorso:

Accesso alla TIN tramite SSN: cosa sapere e come fare

1️⃣ Richiesta di accesso:
L'accesso alla TIN avviene su indicazione medica. Se il neonato nasce prematuro o presenta problematiche che richiedono cure intensive, viene trasferito direttamente in reparto. I genitori devono essere informati dal personale sanitario sui motivi e sulle condizioni di salute del piccolo.

2️⃣ Documentazione necessaria:
Per essere riconosciuti come caregiver e avere diritto all'accesso, i genitori devono presentare:

Carta d’identità e tessera sanitaria

Documentazione clinica del neonato (rilasciata dall’ospedale)

In alcuni casi, potrebbe essere richiesto il consenso scritto per autorizzare determinate cure o procedure.

3️⃣ Orari e modalità di visita:
Ogni TIN ha regolamenti specifici sugli orari di accesso. Solitamente i genitori hanno diritto a entrare più volte al giorno, ma è importante rispettare le indicazioni del reparto. Alcune strutture permettono la presenza continuativa della mamma (soprattutto per favorire l’allattamento o la marsupio-terapia), altre stabiliscono turni precisi.

4️⃣ Igiene e protezione:
Prima di entrare in reparto, è obbligatorio seguire le procedure di igienizzazione delle mani e indossare dispositivi di protezione come camici, copriscarpe e mascherine. Queste misure proteggono i piccoli pazienti, particolarmente vulnerabili alle infezioni.

5️⃣ Supporto e diritti delle famiglie:
Il SSN garantisce ai genitori il diritto di ricevere aggiornamenti quotidiani sullo stato di salute del neonato, con incontri regolari con i medici. Inoltre, molte TIN offrono supporto psicologico per affrontare il carico emotivo dell’esperienza.

6️⃣ Dimissione e follow-up:
Quando il neonato è stabile e può lasciare la TIN, il reparto fornisce un piano dettagliato per il rientro a casa e i successivi controlli pediatrici. Il SSN copre le cure post-dimissione necessarie per monitorare la crescita e lo sviluppo del bambino.

Da Consulente Babywearing non posso non parlarvi della Kangaroo Mother Care (KMC), tra le pratiche più preziose per i neonati prematuri: il contatto pelle a pelle tra genitore e bambino, riconosciuto per i suoi enormi benefici sullo sviluppo e sulla stabilizzazione dei piccoli.


Grazie agli accordi tra la Società Italiana di Neonatologia (SIN) e l’Associazione Vivere Onlus, questa pratica è stata regolamentata e promossa per renderla uniforme in tutte le TIN italiane. Ma cosa aggiunge questa pratica alla regolamentazione delle TIN? 


1️⃣ Accesso alla TIN: come entrare e cosa fare

Orari di visita:
Grazie agli accordi tra SIN e Vivere Onlus, i genitori devono poter avere accesso quotidiano e prolungato alla TIN, compatibilmente con la situazione clinica del neonato. Alcuni ospedali permettono la presenza continuativa della madre, soprattutto per favorire la KMC.


2️⃣ Kangaroo Mother Care: come funziona in pratica

La KMC non è solo un contatto affettuoso, ma una vera e propria terapia. Ecco le procedure da seguire:

Preparazione:

Prima di iniziare, i genitori devono eseguire un’accurata igienizzazione delle mani e indossare camici monouso, copriscarpe e mascherine (se richiesto).

Un operatore sanitario assiste i genitori per garantire la sicurezza del bambino durante il trasferimento dal letto o dall’incubatrice al torace del genitore.

Posizionamento:

Il neonato viene posizionato in posizione verticale sul petto nudo del genitore (preferibilmente mamma), con la testolina girata di lato per favorire la respirazione.

Il corpo del bambino viene coperto con una copertina o il camice del genitore per mantenere la temperatura corporea stabile.

Durata:

La KMC dovrebbe durare almeno 90 minuti per sessione, per permettere al neonato di trarne il massimo beneficio.

Grazie agli accordi tra SIN e Vivere, le nuove linee guida raccomandano più sessioni al giorno, fino a 8 ore al giorno, compatibilmente con le condizioni cliniche del bambino.

Coinvolgimento del papà:

La KMC non è solo per la mamma: il papà ha un ruolo attivo e fondamentale nel supporto emotivo e fisico del neonato. I reparti sono incoraggiati a favorire il contatto anche con il secondo genitore.


3️⃣ Benefici riconosciuti (e scientificamente provati)

Le evidenze scientifiche e le esperienze dirette dei genitori confermano i benefici straordinari della KMC:

✅ Stabilizzazione della temperatura corporea del neonato.
✅ Miglioramento della respirazione e della frequenza cardiaca.
✅ Stimolazione della crescita e della maturazione neurocomportamentale.
✅ Riduzione del dolore percepito durante le procedure mediche.
✅ Aumento del legame affettivo tra genitori e bambino.
✅ Favorisce l’avvio e il mantenimento dell’allattamento al seno.


4️⃣ Supporto psicologico e diritti delle famiglie

Grazie agli accordi tra Neonatologia e Vivere Onlus, i genitori devono:

Ricevere aggiornamenti quotidiani sullo stato del neonato.

Avere incontri regolari con il personale sanitario per chiarire dubbi e discutere l’evoluzione del bambino.

Accedere a un supporto psicologico dedicato, essenziale per gestire il carico emotivo di questa esperienza.


5️⃣ Dopo la dimissione: continuità della KMC a casa

Quando il neonato è pronto per tornare a casa:

Il reparto fornisce istruzioni dettagliate per proseguire la KMC in ambiente domestico.

Viene organizzato un piano di follow-up con controlli regolari, coperti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).



Tu, mamma, papà, siete il miglior posto al mondo per il vostro bambino.

La Kangaroo Mother Care non è solo una pratica medica, è un atto d’amore potente. È il modo più naturale e umano per dire al tuo bambino: "Sono qui con te, non sei solo". E la verità è che nemmeno voi genitori siete soli. C’è una rete di professionisti e di altre famiglie, unite da esperienze simili, pronte a tendere la mano (se vuoi scaricare le indicazioni del SSN ti lascio il link 👉https://search.app/8zZfYv18CyyrwToJ8).

Al GOM, il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, oltre al personale sanitario, potete trovare un prezioso sostegno nell'Associazione Eracle, nata nel 2011 per iniziativa di un gruppo di genitori che hanno vissuto l'esperienza del ricovero del proprio figlio nella Divisione di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale. Eracle onlus promuove una maggiore sensibilità verso i nati prematuri e offre supporto pratico e psicologico alle famiglie.(eracleonlus.it)

Come può aiutarti l'Associazione Eracle:

Supporto sul campo: Eracle gestisce la "Casa di Eracle", un bene confiscato alla mafia, dotata di ogni comfort, con tre camere da letto per ospitare contemporaneamente fino a tre coppie genitoriali dei bambini ricoverati in Neonatologia, situata vicino al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, che offre ospitalità permettendo loro di stare vicino ai propri piccoli durante il percorso di cura.

La "Stanza di Eracle": situata al settimo piano dello stesso GOM, è una stanza dotata di un area ristoro e un area relax di supporto alle famiglie durante la permanenza diurna in reparto TIN.

Risorse online: Sul loro sito web, eracleonlus.it, troverai informazioni utili, guide e aggiornamenti sulle attività dell'associazione.

Comunità sui social media: Seguendo Eracle sui loro canali social, puoi connetterti con altre famiglie che stanno vivendo esperienze simili, condividere storie, ricevere consigli e sentirti parte di una comunità solidale.

Da questa esperienza si impara si che la forza dei bambini prematuri è incredibile, ma anche che la forza di una mamma e di un papà che li tengono stretti è immensa.

E allora, anche se la strada può sembrare in salita, sappiate che ogni abbraccio, ogni respiro sincronizzato col vostro bambino, ogni carezza posata sulla sua pelle delicata è un passo avanti, insieme.

Darvi queste indicazioni chiare è non solo un modo per divulgare informazioni utili, ma anche darvi modo di apprendere delle forme previste in supporto. Dalle interviste effettuate e dal riscontro oggettivo, purtroppo, la strada per una totale e completa attuazione di questi protocolli è ancora in salita. La collaborazione tra Enti ed Associazioni non è sempre lineare e spontanea ma, se sei un genitore di un bimbo in TIN, sappi che potrai pretendere l'applicazione di queste regole condivise e che potrai chiedere di fruire di ogni supporto previsto ai genitori.

Per il futuro si potrebbero programmare dei percorsi formativi/informativi a completamento di quelli consultoriali previsti nell'accompagnamento alla nascita. Si sa, la prematurità è un evento imprevisto ed improvviso che ne interrompe bruscamente la frequenza. Il percorso dell'allattamento al seno sarà più impervio e necessiterà di ausilii meccanici come i tiralatte sui quali servirebbe un orientamento ed un educazione all'utilizzo (assemblaggio, sanificazione, tempi e modi di utilizzo), nonchè tutto un approfondimento sulla gestione (conservazione e somministrazione in regime di HACCP) del latte materno.

L'importanza di un accesso illimitato in TIN per la madre è ancor più necessaria nell'ottica dell'allattamento, non essendo la mungitura meccanica dei seni sufficiente alla produzione del latte stesso. Lo scambio corporeo, lo skin to skin, è necessario per la stimolazione ormonale che è alla base della produzione stessa.

Per migliorare ancora il servizio, ai genitori dovrebbe essere garantito un supporto psicologico almeno per il primo anno di vita o fin quando la condizione di "prematurità" non sia stata completamente superata.

Per le foto si ringraziano i genitori di una piccola Margherita, Paola e Lorenzo che hanno percorso uno di questi cammini.

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