Il villaggio (più ampio)
Un detto africano recita “Per crescere un bambino serve un villaggio”
L’uscita all’AsproPark era già organizzata ed ho sorriso alla coincidenza degli eventi.
Io nel villaggio ci sono nata e cresciuta. È un villaggio dato dalla consanguineità è vero, ma anche no. Nel tempo si è allargata la famiglia ed ha accolto anche altre famiglie. Si va tutti amorevolmente d’accordo? Ma quando mai?!😅 Neanche nelle favole!
Però, essendo in tanti, abbiamo avuto la possibilità di sceglierci in base alle affinità, ai momenti vissuti, alle passioni, ai modi di fare!
Chiaramente condividiamo i valori e cerchiamo di dare anche ai nostri figli la possibilità di ritrovarsi, perché sappiamo vivere assieme, sappiamo soccorrerci, sappiamo sostenerci, ed i nostri figli questo lo hanno interiorizzato
Ed ecco il ritorno al detto africano, nessuno ha la ricetta del “come si fa”, ma condividere la genitorialità permette di accettare l’errore, riconoscerlo/prevenirlo, trovare la soluzione. Permette di avere l’esempio, la guida.
Permette di avere un pari che in contemporanea sperimenta con te un percorso, permette di avere 4/6/8 mani per superare le sfide quotidiane!
Può capitare però di vivere lontano da tutti e ritrovarsi da soli a gestire la quotidianità, ed è allora che dovrete guardarvi intorno per costruire un villaggio in cui crescere vostr* figli*, perché il confronto e il supporto sono elementi fondamentali della crescita.
Vi svelo un segreto, il mio primissimo “villaggio di affinità” sono state le colleghe del corso “preparto” con cui abbiamo condiviso il primo anno di vita dei nostri primogeniti ed esplorato nuovi modi di essere genitori.
Perché le castagne? Perché anche se hanno un guscio spinato crescono in grappolo, custodiscono e proteggono il proprio frutto e quello del vicino finché non raggiungeranno la maturità.
L’uscita all’AsproPark era già organizzata ed ho sorriso alla coincidenza degli eventi.
Io nel villaggio ci sono nata e cresciuta. È un villaggio dato dalla consanguineità è vero, ma anche no. Nel tempo si è allargata la famiglia ed ha accolto anche altre famiglie. Si va tutti amorevolmente d’accordo? Ma quando mai?!😅 Neanche nelle favole!
Però, essendo in tanti, abbiamo avuto la possibilità di sceglierci in base alle affinità, ai momenti vissuti, alle passioni, ai modi di fare!
Chiaramente condividiamo i valori e cerchiamo di dare anche ai nostri figli la possibilità di ritrovarsi, perché sappiamo vivere assieme, sappiamo soccorrerci, sappiamo sostenerci, ed i nostri figli questo lo hanno interiorizzato
Ed ecco il ritorno al detto africano, nessuno ha la ricetta del “come si fa”, ma condividere la genitorialità permette di accettare l’errore, riconoscerlo/prevenirlo, trovare la soluzione. Permette di avere l’esempio, la guida.
Permette di avere un pari che in contemporanea sperimenta con te un percorso, permette di avere 4/6/8 mani per superare le sfide quotidiane!
Può capitare però di vivere lontano da tutti e ritrovarsi da soli a gestire la quotidianità, ed è allora che dovrete guardarvi intorno per costruire un villaggio in cui crescere vostr* figli*, perché il confronto e il supporto sono elementi fondamentali della crescita.
Vi svelo un segreto, il mio primissimo “villaggio di affinità” sono state le colleghe del corso “preparto” con cui abbiamo condiviso il primo anno di vita dei nostri primogeniti ed esplorato nuovi modi di essere genitori.
Perché le castagne? Perché anche se hanno un guscio spinato crescono in grappolo, custodiscono e proteggono il proprio frutto e quello del vicino finché non raggiungeranno la maturità.